Annotazione:
E queste parole hanno due sposizioni; una si referisce alla etade dello Autore, l'altra al tempo della sua speculazione. Alla etade, cioè XXXV anni, che è mezo di LXX anni, li quali sono il corso universalmente comune della nostra etade, quando non si passano, per ottima complessione, o si minuiscono, per mala complessione od accidente. Cogliesi dunque che l'Autore fosse d'etade di XXXV anni, quando cominciò questa sua Opera. Questa etade è perfetta; ha forteza, ed ha cognizione. Alcuni dicono, che la etade di XXXIIJ anni è mezo, cogliendola dalla vita di Cristo; dicono, che infino a quello tempo la virtù e le potenze corporali crescono; e da lì in su col calore naturale diminuiscono; sì che quella etade sia mezo e termine tra lo montare e lo scendere. In questa etade debbono li uomini essere quanto si puote umanamente perfetti, lasciare le cose giovanesche, partirsi da' vizj, e seguire virtù e conoscenza. E con questa motiva essemplifica sè l'Autore agli altri: duolsi del tempo passato in vita viziosa, e volge li passi a' migliori gradi. Al tempo della sua speculazione si puote questa parola riferire, cioè che elli si trovasse nel tempo della notte, la quale tiene mezo del camino mortale, però che tanto comprendono le notti, quanto li dì, compensati tutti li tempi, ed ancora più che l'Autore cominciò questa opera a mezo Marzo, quando erano eguali li dì con le notti; e seguita che si trovò per una selva oscura, ec.